mercoledì 26 marzo 2014

Il rapporto con i miei è come...


Scrivere una storia (con un capo e una coda") utilizzando ALMENO 5 PAROLE tra quelle emerse relativamente al rapporto coni genitori.
Di seguito i vostri testi!!


La mia relazione con i genitori somiglia a due calamite: a volte si relazionano, a volte si distaccano.

La mia relazione con in genitori è come un istrice: molto dolce ma, a volte, spinosa. Oppure un mare limpido e buono, ma se non stai attenti anneghi

La mia relazione con i genitori somiglia ad un elastico: può far male ma è utile, si rompe ma si riaccomoda.

Lego: servono a costruire qualcosa, una volta costruito sta in piedi, quando c'è vento rischia di crollare però resta in piedi comunque, appena il vento si fa più forte del solito la costruzione si distrugge e bisogna ricominciare da capo!

Il rapporto con i miei genitori è come un pupazzo: è bello e coccoloso, a volte mi arrabbio con loro, ma subito chiedo scusa . Alcune volte vengo punita, alcune volte mi scusano e dopo ci abbracciamo.

I miei genitori sono come il telecomando di una televisione o di un robot. Essi decidono su quale canale sintonizzarmi, quanto tempo devo guardare la televisione e mi sono vicini nella scelta dei programma. Se, ad esempio, non condividono in catoni animati che guardo mi chiedono di cambiare, ma so che lo fanno per il mio bene. So anche che, nella realtà , è difficile cambiare così facilmente.


Se dovessi rappresentare attraverso un oggetto la relazione che ho con i miei genitori mi viene in mente la casa. Accoglie con calore, presenta tante stanze che potrebbero simboleggiare le diverse personalità dei miei genitori. Certo è che non si va sempre d'accordo con i genitori: si può discutere, arrabbiarsi, qualche volta si dicono cose che non si pensano, ecc... Sicuramente la famiglia non è come la vediamo nei film americani o nelle pubblicità. E' parecchio diversa, per me la famiglia è amore e rispetto, il che significa che la famiglia non sempre coincide che quella che vogliamo, ma sicuramente con quella che scegliamo di crescere.

La mia reazione con i miei genitori è come un libro di avventura: ogni giorno che continui a leggerlo ti soddisfa sempre di più e ti arricchisce di cose nuove e utili. Naturalmente si sono sempre momenti in cui si va in contro a problemi e pericoli che bisogna risolvere mettendo un segnalibro, cioè una pausa di riflessione.

La relazione con la  mia famiglia è come un fuoco: ci si può scaldare o cuocere se usato correttamente, ma rischia di bruciarti se maltrattato.

Il rapporto tra mia mamma è come un boomerang, vola via e poi torna indietro perché, infatti, dopo una litigata ci stacchiamo ma poi torna tutto normale; ci sono momenti dove mi dà fastidio perché pensa di avere sempre ragione, anche quando non è vero, si arrabbia se prendo 7,5 e mi riempie sempre di domande alle quali devo per forza rispondere, ma alla fine non ci posso fare nulla perché è mia mamma e la devo accettare, anche se non ci voglio restare attaccato.


Il mio rapporto con i genitori è come un fiammifero. Si può accendere ma, se si fa attenzione, rimane spento. Non bisogna giocarci troppo altrimenti si accende. Una volta acceso dopo un po’ si spegne. Ti puoi far male. Ha bisogno di una scintilla per accendersi. Dopo essersi acceso rimane una parte bruciata.


Un oggetto che spiega il rapporto tra me e i miei genitori è la candela perché la sua fiamma può spegnersi, ma si riaccende sempre, finché la cera non si è sciolta del tutto. Nel rapporto con i genitori ci saranno sempre momenti di distacco e la fiamma potrebbe anche spegnersi, magari rimanere spenta per un po' in caso di litigi molto gravi, ma la cera non cambierebbe e si potrà sempre riaccenderla perché il legame con i genitori è indistruttibile.


La relazione con i miei genitori è come un equilibrista su un filo. Se tutto va bene si sta bene altrimenti si litiga


Questo momento della mia vita è caratterizzo da un tipo di rapporto con i miei, diverso da quando ero più piccola. Inizio a sentirmi più responsabile e a cavarmela, quando serve, da sola. I litigi sono sempre maggiori, perché non c'è più quell'intesa, che nasceva spontanea. Quindi, come oggetto, scelgo una cerniera, che a volte scorre liberamente, ma spesso si blocca, e prima che risalga su, bisogna riprovarci, come con un genitore, niente scorre liscio come l'olio.

Forbici: sono utili ma ci si può ferire. I genitori ti aiutano, ma delle volte ti fanno soffrire.


I miei genitori sono come due sveglie, danno molto fastidio quando suonano, ma mi svegliano e mi tirano su perché mi vogliono bene.


Il rapporto con i miei è una rosa, gentile e delicato ma, se si spinge troppo su una spina, diventa doloroso. Se si diventa troppo oppressivi, ci si punge e si sanguina.


Il rapporto con i miei genitori è come un coltello, se lo tieni dalla parte sbagliata ti ci puoi ferire. A volte ci sono dei litigi molto forti, nei quali o io, o loro, ci possiamo ferire con le parole. E queste ferite possono lasciare cicatrici.


Il mio rapporto con i miei genitori è come la musica. Certe volte mi fa volare, altre, invece, mi fa piangere. Alcune volte mi rende felice… altre no. Ma una cosa è certa. Non la smetterò di amare.


La mie relazione con i miei come un filo: si allunga, si accorcia e quando si spezza è difficile da riattaccare.

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